numb

not ready.

not yet.

portishead _ numb

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pop! goes my heart

sento il bisogno delle mie tradizioni.
delle mie abitudini.
dei miei riti.
specialmente durante l’ultimo weekend di luglio.
gli anni trascorsi ad ascoltare musica
guardare le stelle sdraiata tra la gente
la sensazione di protezione data dal calore delle felpe a luglio
l’ansia da alpette‘ in gola
la stravaganza
le risate
le amicizie
gli sguardi
il fresco
la scelta di supportare –nomatterwhat
le note
le note
e le note.

è sempre stata una casa, il riferimento dell’estate
il mio personalissimo ‘segnare un punto‘.
ma sono anni che ‘casa‘ si è spostata, trasformata, cresciuta
e improvvisamente abbiamo preso strade diverse.
la sensazione non è più la stessa, da impaziente allegria a leggero fastidio.

e io voglio ricordarmelo così l’ultimo weekend di luglio
maniche lunghe tirate oltre le mani
birra antizanzara nel sangue
bolle di sapone
amici sul palco
e sorrisi.
tanti sorrisi.

avere 137 anni e non sentirli

e sono trenta.

la giovinezza è ufficialmente andata.

si presuppone che ormai io sia in possesso di un certo grado di maturità e serietà,
cosa che mi sembra lontana millemiglia,
ma ok.
mia madre ci tiene a farmi sapere che a 30anni lei è rimasta incinta di me, la sua SECONDA figlia,
della serie ‘bambina vedi che sei già pazzescamente in ritardo’.
ma io zero, la cosa non mi tocca minimamente e questo pensiero è lontano da me anni luce.

sono trenta.
il numero tre e il numero zero sono miei cari amici, come l’uno e il sette,
perciò confido nel fatto che sarà il mio anno, finalmente.
che poi io non è che desidero il mondo,
ma giustogiusto un lavoro che non sia schiavismo
e il non rimanere bloccata con la schiena ogni treperdue,
già così potrei arrivare a definirlo un anno fantastico, – per dire – le mie massime aspirazioni.

ma se devo essere sincera ..ho messo da parte la mia avversione per le liste per compilarne ben due
– trenta cose nei miei 30anni
e
– cose da fare/vedere/vivere prima di tirar le cuoia

per la prima lista mi concedo 365 giorni ..e Fede, fatteli bastare.
per la seconda ..beh, chissà quanto tempo avrò per completarla!
certo, le cornacchie che mi seguono ovunque non mi fanno ben sperare..
che Odino voglia dirmi qualcosa?

over, over there.

lost again
broken and weary
unable to find my way

img_20160816_231154

..dizzy and clearly
unable to just let this go
I am surrendering
to the gravity and the unknown

a perfect circle _ gravity

che te lo sei dimenticato a fare?

torno a scrivere per esorcizzare,
torno a scrivere perché stanotte voglio dormire.
..
oggi ho ritrovato il mio passato aprendo pagine random.
insulti, perlopiù.
parole cattive che mi hanno fatta sentire male
inadeguata
io, una brutta persona
che ferisce la gente
che non pensa alle conseguenze delle proprie azioni.

non mi stupisce che io dopo tutti questi anni sia così.
diffidente, rancorosa, gelida, socievole forse un poco si ma decisamente non sociale.
mi stupisce esser riuscita ad arrivare a questa età, questo si che mi stupisce.

insultata da quelle stesse persone che si comportavano come me, se non peggio.
con quale diritto?

mi hai fatto male.
hai insinuato le peggio cose
criticato
giudicato.
mi hai distrutta parola dopo parola,
tutto per giocare achicelhapiùlungo in una sfida a due nella quale io non gareggiavo nemmeno.

mi hai ripetuto che tu non dimentichi
che se non pensi tu a te stesso chi mai lo farà?

mi hai fatta esporre oltre ogni mio limite solo per schiaffeggiarmi con le mie stesse parole.
hai preteso verità e sentimenti per umiliarmi e imbarazzarmi.
tu che ti sei vendicato ad ogni passo che muovevamo.
tu, ad incolpare tutti di tutto
tu, vittima di te stesso.
tu, un fungo affascinante che mi ha avvelenata fino alle ossa.

ti ho permesso di calpestarmi come se meritassi questo e altro.
stavolta sono io a non dimenticare.
non dimentico. e non perdono.

vanishing

poi ci cadi dentro, e anneghi in un cerchio così perfetto da non volerne più venire fuori.
#nuoviprogetti nell’aria.

disappear
higher 

praha

..thinner
into the air
slowly disappear
no no longer here

a perfect circle _ vanishing

sweet soul music #14

è arrivato il freddo, finalmente, e io ritorno alla mia rubrica con un pezzo del 1965 scritto da Wilson Pickett assieme a Steve Cropper nello storico Lorraine Motel di Memphis, lo stesso Lorraine Motel che qualche anno più tardi vedrà la morte di Martin Luther King tra le sue braccia.

il testo è, secondo me, superromanticone e non ha bisogno di altre parole..

wilson pickett _ in the midnight hour